Coniugare esigenze diverse: un’azienda energivora come una fornace per la produzione artistica di sculture in vetro a Murano, un costo spropositatamente lievitato nel 2022 dell’approvigionamento energetico, l’etichetta decennale di un’isola che, a causa della produzione secolare del vetro, inquina fortemente la Laguna di Venezia, un tessuto urbano, architettonico e paesaggistico fortemente connotato, delicato e fragile che ha troppo spesso avversato innovazioni linguistiche e, soprattutto, di carattere impiantistico.
Un’accurata progettazione con la scelta di superfici utilizzabili in quanto nascoste dalla via pubblica e di pannelli fotovoltaici “mimetici” grazie alle particolari colorazioni, ha consentito di ottenere le autorizzazioni ambientali ed edilizie presso la Soprintendenza ed il Comune di Venezia per realizzare il primo impianto fotovoltaico all’interno del tessuto storico e fortemente vincolato dell’isola di Murano. Sui tetti a falde inclinate si sono impiegati pannelli di color ocra inseriti all’interno di una vasca di contenimento in lamiera grecata il tutto per camuffare l’impianto nel manto in tegole curve (coppi). Sulla porzione di tetto piano, invece, si sono utilizzati dei piedistalli in calcestruzzo su cui fissare i pannelli color antracite, come la copertura, con l’inclinazione adatta al corretto ricevimento dell’irraggiamento solare.
La potenza di picco dell’impianto è di ben 99,23 kWp per una produzione annua di 121.748,8 kWh. Si stima che ciò possa garantire una riduzione della dipendenza dai consumi elettrici dalla rete di almeno il 70% consentendo quindi un’altrettanto mancato inquinamento.